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“Immigrati”…cosa succede in Italia

Le scuole italiane sono sempre più caratterizzate dalla presenza di figli d’immigrati provenienti soprattutto dall’Europa dell’Est e dal Nord Africa.

 In Italia, infatti, sono 361.576 gli studenti di origine straniera, con un aumento annuale del 20 % e un’incidenza sull’intera popolazione scolastica del 4,2 %. Un bambino ogni 20 ha origini straniere.

La globalizzazione, oggi, ha favorito la migrazione nel nostro paese. In Itala gli stranieri rappresentano  una risorsa sotto molti punti di vista, in special modo quello occupazionale. Con gli immigrati il nostro paese sta evitando un significativo calo demografico e non viene a mancare forza lavoro in settori importantissimi per la nostra economia.

Da circa di 100.000, gli immigrati in Italia sono passati a quasi 3 milioni in 35 anni, giungendo a rappresentare il 4,8 per cento della popolazione residente.

Nel settore della collaborazione familiare si è arrivati a superare il mezzo milione di addetti a fronte di 100 mila italiane impegnate presso famiglie e accanto anziani. Il 54,2% delle persone impiegate sono donne dell’Est europeo. Anche il lavoro agricolo è un settore caratterizzato dalla manovalanza di immigrati.

Rispetto a come si possa pensare, però, l’inserimento lavorativo  nelle fasce occupazionali più basse e meno qualificate non rispecchia a pieno la realtà del fenomeno migratorio caratterizzato spesso dalla presenza d’immigrati con  livello di istruzione maggiore rispetto a quello italiano.

 Tra i residenti stranieri i laureati sono circa il 12 %, gli italiani sono solo il 7,5 per cento della popolazione; i diplomati il 27,8% contro il 25,9 %, e quelli con la licenza media il 32,9% contro il 30,1%. Persona immigrata non è quindi uguale solo a colf, badante o manovale. Urge perciò uscire fuori dai luoghi comuni!

Una grossa piaga del fenomeno migratorio è però riservata soprattutto alle donne, fatte oggetto di tratta e di sfruttamento della prostituzione legata alla criminalità organizzata. Risolvere questa forma di schiavitù, presente ancora nel 2000, vuol dire contribuire a rivalorizzare l’immigrazione, in particolar modo quella femminile, come risorsa.

Nell’ultimo anno sono stati concessi 811 permessi per protezione sociale. 6.781 le donne inserite in progetti di tutela, 5.732 quelle avviate a corsi di formazione, 28.190 quelle accompagnate ai servizi legali e socio-sanitari.

Lo scorso anno, gli stranieri allontanati dal nostro paese sono stati circa 105.000. Chi ha fatto invece l’esperienza del carcere è andato incontro a strutture non adeguate, sotto molti punti di vista e per le caratteristiche degli immigrati.

E’ sicuramente necessario vigilare sui flussi migratori, anche come soluzione ai problemi degli stessi immigrati. La legge però non deve mai entrare in conflitto con la dignità della persona. Tutte le forze interessate al fenomeno migratorio devono perciò lavorare per una progettualità dell’accoglienza, coinvolgendo tutti i cittadini. La vera minaccia per la sicurezza è l’esclusione sociale di persone private della loro dignità!

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