Il minore soggetto di diritto
In tutte le decisioni relative ai MINORI di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale,dei tribunali,delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’INTERESSE SUPERIORE DEL FANCIULLO deve essere una considerazione PREMINENTE. Ecco perché al Minore viene sempre più riconosciuto il potere di AUTODETERMIN ARSI soprattutto nel campo degli atti coinvolgenti la sua sfera esiste nziale. La volontà del Minore viene sempre più considerata decisiva valutando, però, la concreta capacità di discernimento del Minore stesso e dunque il suo grado di maturazione.
In caso,ad esempio,di crisi coniugale ovvero di separazione e divorzio o in caso di affidamento e adozione l’audizione ed eventuale consenso del Minore sono scalini che il Tribunale per i Mi n orenni deve necessariamente salire per giungere a decisioni che rispondano alle effettive esigenze dei minori. Per questo può, addirittura,adottare soluzioni diverse rispetto a quelle concordate dai genitori in caso di loro contrarietà all’interesse dei figli.
L’AUTONOMIA DECISIONALE del Minore, in ordine alle scelte di carattere personale e all’esercizio dei “Diritti fondamentali”, trova ormai ampio riconoscimento anche a livello sopranazionale. Basti ricordare come la “Convenzione Internazionale sui Diritti del Fanciullo” (approvata nel novembre 1989 a New York, ratificata e resa esecutiva nel 1991) garantisce al Minore capace di discernimento un generale diritto di esprimere la sua opinione da prendere necessariamente in adeguata considerazione su ogni questione che lo riguarda anche nelle procedure amministrative o giudiziarie che lo concernono. La “Convenzione”,strumento di protezione e promozione dei diritti dell’infanzia, introduce l’idea del bambino come SOGGETTO di diritti e non soltanto come oggetto di cure e beneficiario di servizi, non quindi come mero oggetto di tutela e protezione.
Lucia Riccardi
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