Testimone di un’ingiustizia
Un operatore sociale impegnato in una comunità per minori della provincia di Napoli da oltre dieci anni, subisce oggi una clamorosa ed impietosa ingiustizia: il Comune di Napoli non è in grado di pagare la spettanze dovute per l’accoglienza dei suoi minori.
Sono numerose le comunità che versano in gravissime condizioni finanziarie perché davvero non riescono più a far fronte alle spese quotidiane. In alcuni casi si sta sopravvivendo con l’autofinanziamento: ci sono cioè responsabili che attingono da propri fondi il necessario per tirare avanti! La missione che una comunità porta avanti va ben oltre lo svolgimento di un lavoro, si tratta cioè di crescere ed educare Persone ed affrontare la realtà penosa della precarietà economica è davvero disarmante. Non si può descrivere l’angoscia che si prova a continuare la propria missione con i ragazzi parlando, vivendo, condividendo e litigando insieme ed allo stesso tempo temere di non poter più provvedere a loro. Perché è di questo che si parla. Perché in mancanza di sostentamento ci si vedrà costretti a “restituire” i nostri ragazzi al Comune di Napoli!
Una riflessione che questa situazione ci spinge a fare, oltre naturalmente al biasimo per l’irresponsabile gestione del denaro destinato alle politiche sociali degli enti preposti, è la seguente: a cosa serve varare Leggi quadro rivoluzionarie come la 328/00 che tanta possibilità e risorse hanno offerto alle imprese sociali se poi tutto si perde per motivi di “ragioneria fasulla”. La legge è firmata dal ministro L. Turco che appartiene alla coalizione politica comune sia al sindaco Jervolino che al governatore Bassolino; sembra un paradosso!
Oltremodo sconcertante è assistere alla première del Teatro San Carlo di Napoli il 27 gennaio scorso a cui hanno preso parte grandi personalità politiche: uno per tutti il presidente Napolitano che è passato accanto allo striscione esposto dai manifestanti del SAM (Strutture accoglienza minori) attivamente impegnati nell’occupazione dell’ufficio “direzione centrale politiche sociali ed educative del 94° Distretto del comune di Napoli insieme alla Rete e a numerose comunità e cooperative sociali. Il Presidente non ha rivolto nemmeno uno sguardo agli operatori che lo invocavano. Eppure è anche lui di questa nostra città! Ancora, mentre la protesta è in piedi e si attendono notizie con trepidazione in Giunta si discute sulle decine di milioni da investire per ristrutturare lo stadio San Paolo!
Anche chi scrive condivide le parole dell’étoile Roberto Bolle che ha dichiarato la necessità per Napoli di ripartire dal suo teatro più prestigioso però se questo vuol dire calpestare i bisogni primari delle persone e non investire più sulla crescita delle bambine e dei bambini di questa città allora forse non serve a molto avere l’Opera e i grandi eventi sportivi.
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mi dispiace
oggi sembra tutto più difficile
lottare contro le ingiustizie sembra richiedere una forza titanica… continuare ad impegnarsi è fondamentale
il messaggio andrebbe inviato al presidente della repubblica….nella speranza che risponda e chiedendogli di voltarsi la prossima volta!!!!