“Naturalmente” màrtiri dell’era moderna
“ La terra ha tremato ancora! ”…è l’inizio di uno spot pubblicitario che negli ultimi giorni va in onda ininterrottamente come richiesta d’aiuto per una situazione più che di emergenza.
Il 12 gennaio scorso infatti ,un sisma di magnitudo 7 ha devastato Haiti e in particolare la capitale Port-au-Prince.
La terra ha tremato fortemente per ben 4 volte. Scosse terribili, tanto forti da far crollare anche gli edifici più grandi come se fossero di cartapesta.
Haiti, il paese più povero e densamente popolato del continente americano e dell’intero emisfero occidentale, con una lunga storia di tragedie naturali e violenza politica alle spalle, non aveva ancora finito di soffrire.
Erano le 16.53 locali (22.53 italiane) quando c’è stata la prima scossa durata un interminabile minuto; sette minuti dopo un’altra scossa di magnitudo 5.9 poi la terza di magnitudo 5.5; dopo un’ora un’altra e poi un’altra e un’altra ancora: in tutto nove nel giro di tre ore. E’ l’inferno!
Di fronte a questa immane tragedia si è mobilitata la generosità di molti, ma allo stesso tempo è emerso il lato più abominevole del genere umano: approfittare dell’ulteriore indebolimento per sottrarre al Paese l’unica ricchezza rimasta, cioè i piccoli haitiani già martoriati dalle dure perdite subite.
Già il 22 gennaio scorso, l’Unicef denunciava la scomparsa di almeno quindici bambini ricoverati in diversi ospedali del Paese, sospettando che i piccoli fossero stati rapiti da criminali che alimentano una tratta di bambini che passa da Santo Domingo.
Qualche giorno dopo, ecco l’arresto di dieci uomini, cittadini americani, originari dell’ Idaho, fermati con l’accusa di tentato trasporto di 33 bambini (tra i 2 mesi e i 12 anni) fuori dall’isola.
I dieci, appartenenti a una chiesa battista, non erano in possesso di alcun documento dei bambini e hanno dichiarato di voler trasportare i piccoli in un orfanotrofio fatiscente da costruire a Santo Domingo; in attesa della costruzione li avrebbero ospitati in un albergo.
La leader del gruppo, Laura Silsby, una nota donna d’affari, ha dichiarato che il suo gruppo (“New Life Children’s Refuge), voleva proprio evitare eventuali traffici illeciti.
Sulla scia di questo eclatante caso, l’Istituto per il Benessere Sociale (IBES) di Haiti, è tornato a denunciare l’esistenza di un traffico illecito di bambini, una piaga sociale che è peggiorata in seguito al terremoto.
A questo proposito sono importanti le indicazioni date da vari Enti e Associazioni nei giorni immediatamente successivi la tragedia: non affrettarsi e, per il momento, preferire le adozioni a distanza e l’invio di fondi alle Associazioni no profit che si occupano dell’ infanzia.
Sono questi al momento i mezzi più utili a garantire un vero sostegno e favorire la vita dei piccoli nel loro paese, permettendo a quanti non l’hanno potuto ancora fare, di ricongiungersi con le proprie famiglie.
A chi volesse contribuire al Progetto di salvezza dei piccoli haitiani, si pubblicano i possibili indirizzi a cui inviare aiuti economici:
- c/c postale: 745.000, causale “Emergenza Haiti”
- carta di credito: www.unicef.it oppure chiamando il Numero Verde 800 745 000
- cc bancario: Banca Popolare Etica IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051
di Ricciardi Stella
Popularity: 17% [?]




